<div class="row"> <div class="column-left"> <img src= "asset/anselmo.png" width="auto"> </div> <div class="column-right"> “Passa un giorno, passa l’altro Mai non torna il prode Anselmo, Perché egli era molto scaltro Andò in guerra e mise l’[[elmo|preparazione]]…” </div> </div><div class="row"> <div class="column-left"> <img src= "asset/preparazione.png" width="auto"> </div> <div class="column-right"> L'eroico Anselmo si prepara scalpitante per la sua prima grande avventura: finalmente diventerà l'eroe di Tirano! Come ogni buon cavaliere si rispetti indossa l'elmo, imbraccia la lancia e sale sul suo prode destriero. [[È tutto pronto per iniziare | la partenza]] [[Forse manca ancora qualcosa... | il saluto all'amata]] </div> </div><div class="row"> <div class="column-left"> <img src= "asset/partenza.png" width="auto"> </div> <div class="column-right"> Così il nostro Anselmo parte e iniziano i primi dubbi: quale sarà la strada migliore da imboccare? «Il modo migliore è chiedere alle persone!» in fondo per diventare famoso è importante che le persone ti conoscano... Investigando viene dunque a conoscenza di varie strade percorribili, una più lunga e l'altra più corta ma sicuramente entrambe ardue: «un viaggio degno di un eroe!» Ma una storia in particolare attira la sua attenzione. Un giovane bardo canta infatti che una magica creazione, fatta di ferro e vapore, si sarebbe presto palesata e sarebbe stata in grado di collegare tutti i paesi del mondo in maniera veloce e senza fatica. [[Anselmo, scettico nei confronti di queste dicerie, parte per il suo viaggio eroico | inizia il viaggio]] <br> [[Incuriosito dalla voce, Anselmo si reca nel luogo indicatogli dal bardo in attesa che la creazione si palesi | l'attesa ]] </div> </div><div class="row"> <div class="column-left"> <img src= "asset/saluto.png" width="auto"> </div> <div class="column-right"> Quasi dimenticava di salutare la sua amata! Che figura! Lesto lesto la raggiunge, un caldo abbraccio e un fugace bacio e la sua bella lo incita a partire. Ma sarà abbastanza affinché lei si ricordi di lui? [[È l'ora di partire! | la partenza]] [[Ci sarebbe quell'anello... | la promessa]] </div> </div><div class="row"> <div class="column-left"> <img src= "asset/promessa.png" width="auto"> </div> <div class="column-right"> Facendosi coraggio, come pegno della sua fede, dona l'anello alla sua amata con la promessa di rivedersi presto: quando lui sarà un famoso cavalier! Raccolto il coraggio necessario è l'ora di partire, [[«alla conquista!» | la partenza]] </div> </div><div class="row"> <div class="column-left"> <img src= "asset/viaggio.png" width="auto"> </div> <div class="column-right"> «E chi si aspettava cotanta fatica!» Sotto il sole con tutta quella ferraglia addosso, Anselmo è davvero provato, figurarsi il suo destriero! Ma ecco che forse all'orizzonte intravede qualcosa: [[forse un lago... o forse il mare? | indecisione]] </div> </div><div class="onecolumn"> Così il nostro Anselmo si incammina verso la posizione segnalata e una volta arrivato si mette comodo col suo destriero e aspetta... [[Passa un giorno, passa l'altro... | l'attesa 2]] </div><div class="onecolumn"> [[Passa un giorno, passa l'altro... | ferrovia ]] </div><div class="row"> <div class="column-left"> <img src= "asset/ferrovia_tirano.png" width="auto"> </div> <div class="column-right"> Il Prode Anselmo non sa però che dovranno passare molti secoli prima che possa apparire la Ferrovia dell'Alta Valtellina! La tratta, inaugurata il 29 giugno 1902 come naturale prosecuzione della linea della Valtellina, rispondeva alla necessità di collegare le risorse naturali dell’Alta Valtellina con i centri industriali delle pianure in un’Italia che, in quel momento, stava attraversando un periodo di modernizzazione e crescita economica. La sua costruzione favorì lo sviluppo di attività commerciali e industriali lungo il percorso, stimolando l’economia locale e contribuendo all’espansione delle comunità affiancate alla tratta. Attorno agli anni ’70, la ferrovia subì diverse modifiche e miglioramenti per a]dattarsi alle crescenti esigenze della popolazione e dell’industria, sostituendo in maniera progressiva la trazione a vapore con quella elettrica, completando la transizione il 29 maggio 1980. Dal 1981 è attiva la linea diretta Milano - Tirano, ancora oggi in servizio, la quale offre un viaggio lungo la valle che consente ai passeggeri di ammirare la bellezza naturale di questi luoghi. [[Anselmo ricomincia il suo viaggio -> prova]] </div> </div><div class="onecolumn"> Anselmo torna sui suoi passi, stavolta [[senza scorciatoie. -> inizia il viaggio]] </div><div class="onecolumn"> Così Anselmo sale sull'imbarcazione di un cortese pescatore che si propone di aiutarlo ad attraversare la distesa d'acqua. In poco tempo la sua traversata termina, ma qualcosa non torna: ci ha messo troppo poco. Il cavaliere si accorge che si era totalmente sbagliato, quello non era il mare, era il lago di Poschiavo! «Potevano mettere indicazioni migliori lungo le strade...» Il nostro eroe si era infatti confuso e [[non era sicuramente arrivato in Terrasanta | porta Poschiavina]] </div><div class="row"> <div class="column-left"> <img src= "asset/imbarco.png" width="auto"> </div> <div class="column-right"> Appurato che l'acqua è notevolmente salata, Anselmo si fa coraggio e sale sull'imbarcazione che lo porterà direttamente sul suolo palestinese. «Che mal di mare!» così esclamando il nostro Anselmo rimette tutto il suo pranzo. Ed ecco che finalmente all'orizzonte sorge [[la terra ferma | in Palestina ]] </div> </div><div class="row"> <div class="column-left"> <img src= "asset/poschiavina.png" width="auto"> </div> <div class="column-right"> Anselmo, partendo da Tirano, aveva imboccato infatti la strada che congiungeva il borgo alla Valposchiavo. Ed è proprio lungo quella strada che qualche secolo dopo sarebbe sorta la Porta Poschiavina, alla fine del 1400. Integrata nella residenza ufficiale del podestà, essa svolge la duplice funzione di luogo di passaggio e archivio storico: i funzionari Grigioni, infatti, usavano affrescare le mura interne con le proprie insegne a testimonianza del loro incarico biennale, arrivando nel tempo a ricoprire l’intera parete. [[Anselmo così ritorna sui suoi passi, fino a raggiungere ed attraversare il mare -> in Palestina ]] </div> </div><div class="row"> <div class="column-left"> <img src= "asset/braghe.png" width="auto"> </div> <div class="column-right"> Il Sultano, alla notizia dell'arrivo dell'impavido cavaliere, inizia a tremare. Non sortiscono effetti i suoi tentativi di fermare il prode Anselmo: previdente egli si era equipaggiato con anche le braghe d'acciaio! Al Sultano non resta che scappare mentre [[Anselmo continua ad avanzare | la sete]] </div> </div><div class="row"> <div class="column-left"> <img src= "asset/sete.png" width="auto"> </div> <div class="column-right"> Il nostro eroe continua il suo viaggio, fino a che, non abituato al clima arido, non inizia a provare un'ardente sete. Decide allora di prendere il suo elmo e [[andare a bere. | la sete 2]] </div> </div><div class="row"> <div class="column-left"> <img src= "asset/bere.png" width="auto"> </div> <div class="column-right"> Riempie l'elmo di acqua per poi avvicinarlo alle labbra asciutte. Fa un bel sorso ma non sembra soddisfatto. [[Riprova ancora | la sete 3]] </div> </div><div class="onecolumn"> [[Riprova ancora |il riposo]] </div><div class="row"> <div class="column-left"> <img src= "asset/sogno.png" width="auto"> </div> <div class="column-right"> Nulla da fare, la sete non si placa. Stanco e assetato si accascia per riposare un po' prima di riprendere il viaggio. [[Chiude gli occhi |il sogno]] </div> </div><div class="onecolumn"> A dispetto degli occhi chiusi lui vede, vede chiaramente un borgo... è proprio [[Tirano! | il sogno 2]] Prospera, diversa da come l'ha lasciata, chissà come ha fatto a cambiare così tanto in questi suoi giorni di assenza... </div><div class="row"> <div class="column-left"> <img src= "asset/ferrovia_tirano.png" width="auto"> </div> <div class="column-right"> In lontananza sembra esserci pure la creazione di cui aveva sentito parlare da quel bardo: tale ferrovia. [[Ma c'è anche dell'altro... | il sogno 3]] </div> </div><div class="row"> <div class="column-left"> <img src= "asset/emigrazione.png" width="auto"> </div> <div class="column-right"> Vede una storia di emigrazione, il suo popolo che se ne va verso la Svizzera, l'Argentina, gli Stati Uniti e l'Australia. «Eppure viaggiare è così faticoso...» [[Anselmo vuole vedere di più | il sogno 4]] </div> </div> <div class="row"> <div class="column-left"> <img src= "asset/contrabbando.png" width="auto"> </div> <div class="column-right"> Ecco che si dirama davanti a sé un tessuto sociale strettamente intrecciato al contrabbando, un fenomeno sociale di enorme portata che si è sviluppato nel territorio complice la vicinanza al confine svizzero. Addirittura un sentiero tracciato come testimonianza del periodo. [[È l'ora di svegliarsi... | il risveglio]] </div> </div> <div class="onecolumn"> Eppure il Prode Anselmo non riesce a svegliarsi: [[la sete ha vinto su di lui. | la fine]] </div><div class="onecolumn"> Passa un giorno, passa l’altro Mai non torna il guerrier Perché egli era molto scaltro Andò in guerra col [[cimier. | la fine 1]] </div><div class="row"> <div class="column-left"> <img src= "asset/fine.png" width="auto"> </div> <div class="column-right"> Col cimiero sulla testa, Ma sul fondo non guardò E così gli avvenne questa Che mai più non ritornò. <span style="color: #83BFD5;">[[Crediti]]</span> </div> </div><div class="credits"> <div class="row"> <div class="column-left"> <img src= "asset/venosta.jpg" width="auto"> </div> <div class="column-right"> <em>La partenza del Crociato per la Palestina</em>, meglio noto come <em>Il Prode Anselmo</em>, è un poemetto eroicomico scritto da Giovanni Visconti Venosta nel 1856. Venosta racconta la genesi dell’opera nei suoi <em>Ricordi di Gioventù 1847-1860</em>: <span style= "font-size: 1em; font-style: italic; line-height: 1; font-family: Mate, serif; font-weight:100;"> "Sulla fine di quell'autunno scrissi uno scherzo poetico, al quale non è mancata una certa notorietà e che rammenterò qui seguendo l'ordine cronologico della mia narrazione. Eravamo vicini alla riapertura delle scuole, e un giorno una buona donna, che abitava presso la nostra casa di Tirano, venne da me conducendo un suo figliuolo che era scolare di ginnasio, credo a Como. La madre mi disse che quel suo figliuolo era tutto mortificato, perché non gli era riuscito di fare uno dei compiti autunnali datigli dal professore: veramente lo aveva principiato, ma non aveva saputo andare innanzi. Il ragazzo quasi piangeva, e io, lasciandomi intenerire, mi offersi di finirgli quel disgraziato compito. Trattavasi d’una poesia, il cui argomento, scelto tra i molti che correvano per le scuole a quei tempi, era: La partenza del Crociato per la Palestina. Lo scolaretto aveva cominciata la sua poesia così: Passa un giorno, passa l’altro Mai non torna il nostro Anselmo, Perché egli era molto scaltro Andò in guerra e mise l’elmo... Qui s’era fermato. Nel leggere quei versi mi balenò una tentazione cattiva, ma irresistibile; dissi alla madre e al figlio che ritornassero il giorno dopo, e che la poesia l’avrei finita io. Corsi nel mio studio, ripetei quei quattro versi declamandoli, e il seguito venne da sé. Il giorno dopo, quando la madre e il figlio ritornarono il delitto era consumato. Ascoltai senza rimorso le parole della loro riconoscenza, e consegnai il foglio. Passati alcuni mesi, mentre facevo un esame di laurea all’Università di Pavia, osservai che i professori mi guardavano con una certa curiosità, parlando piano tra loro, e ridendo. Finito l'esame, uno di essi mi accompagnò dicendomi: Dunque.. passa un giorno passa l'altro... è lei l'autore della Ballata? Allora, in bel modo, lo interrogai anch'io alla mia volta, e seppi che aveva avuto il mio Crociato da un suo amico professore a Como; forse il professore di quel famoso studente. Da quel giorno il Crociato peregrinò lungamente a mia insaputa, e me lo trovai dinanzi ogni momento, ora diminuito, ora accresciuto, e spesso spropositato.” </span> L’opera ebbe poi una grande risonanza, alimentata da varie edizioni illustrate e da variazioni sul tema eseguite da altri autori, fra cui ricordiamo Umberto Eco, Giorgio Luzzi e Grytzko Mascioni. Il racconto interattivo qua proposto vuole ripercorrere la storia del Prode Anselmo in una chiave alternativa, fatta di bivi narrativi che portano il nostro cavaliere alla scoperta della Valtellina. Illustrazioni di Marilena Garavatti. </div> </div><div class="row"> <div class="column-left"> <img src= "asset/acqua.png" width="auto"> </div> <div class="column-right"> «Una distesa così grande non può che essere il mare! O no?» Il povero Anselmo mai infatti aveva visto il mare, lo conosceva solamente dai racconti degli altri: una grande distesa di acqua salata. [[Anselmo si imbarca emozionato | Valposchiavo]] <br> [[Incuriosito dai racconti il nostro eroe assaggia l'acqua per verificarne la sapidità | imbarco]] </div> </div><div class="onecolumn"> Questo è un racconto interattivo, saranno le tue scelte a guidare la storia. I link colorati sono i passaggi che ti permetteranno di proseguire nel racconto, ricordati: una volta attraversato non potrai tornare indietro, presta attenzione! [[Quando sei pronto clicca qui per iniziare ->start]] </div>